NONOSTANTE – Valerio Mastandrea presenta il suo nuovo film al Metropolitan di Napoli il 3 aprile
Giovedì 3 aprile alle 20:30, Valerio Mastandrea presenterà il film “Nonostante” al Cinema Metropolitan di Via Chiaia a Napoli. Alla sua seconda prova da regista, dopo l’esordio con “Ride” nel 2018, l’attore romano racconta una storia d’amore quanto mai atipica, sia per il modo in cui nasce sia per l’ambientazione.
“Nonostante” è una commedia originale per stile tecnico e per narrazione, con una sceneggiatura, scritta dal regista con Enrico Audenino, che rende il disagio dei personaggi della storia, per la condizione in cui si trovano, fonte principale dell’intreccio di emozioni da cui vengono sorprendentemente travolti.

“Io sono un ‘nonostante’ e come me siamo tanti al mondo. Persone che possono essere attraversate da un sentimento enorme e che possono accoglierlo. L’idea l’ho presa da un poeta, Angelo Maria Ripellino, che in una sua opera parlava della sua esperienza in sanatorio, dicendo che siamo tutti dei ‘nonostante’, sferzati dal vento che cercano di resistere alle sofferenze della vita…“. Come in un sogno sospeso tra il comico e il tragico, un viaggio surreale e poetico, Valerio Mastandrea, offre una riflessione intensa sulla memoria, l’amore e l’urgenza di vivere, confermando il suo talento nel creare atmosfere ironiche e suggestive.
Prodotto da HT Film, Damocle, Tenderstories con Rai Cinema il film è pregevolmente interpretato dallo stesso Mastandrea e da Dolores Fonzi, affiatati drammaticamente, comicamente, dolcemente; merita un plauso l’intero cast (Giorgio Montanini, Justin Alexander Korovkin, Barbara Ronchi, Luca Lionello e Laura Morante) con una menzione speciale per il bravissimo Lino Musella.

La trama
Un uomo trascorre serenamente le sue giornate in ospedale senza troppe preoccupazioni. È ricoverato da un po’ ma quella condizione sembra il modo migliore per vivere la sua vita, al riparo da tutto e da tutti, senza responsabilità e problemi di alcun genere.
Si sta davvero bene lì dentro e anche se qualche compagno di reparto si sente intrappolato, per lui ci si può sentire anche liberi come da nessun’altra parte.


Quella preziosa routine scorre senza intoppi fino a quando una nuova persona viene ricoverata nello stesso reparto. È una compagna irrequieta, arrabbiata, non accetta nulla di quella condizione soprattutto le regole non scritte. Non è disposta ad aspettare, vuole lasciare quel posto migliorando o addirittura peggiorando. Vuole vivere come si deve o morire, come capita a chi finisce lì dentro.
Lui viene travolto da quel furore, prima cercando di difendersi e poi accogliendo qualcosa di incomprensibile. Quell’incontro gli servirà ad accettare che se scegli di affrontare veramente il tuo cuore e le tue emozioni, non c’è alcun riparo possibile.
“Nonostante: un avverbio che si fa sostantivo” – il film secondo Valerio Mastandrea
Raccontare una storia d’amore come quelle che scoppiano improvvisamente a una festa di scuola, di pomeriggio, a casa di sconosciuti, dove ti innamori senza un motivo reale e ti accorgi che la vita da quel giorno non sarà più la stessa di prima.
Volevamo partire da qui poiché raccontare una storia d’amore è forse più difficile che viverne una.

Per questo ci serviva uno spartito semplicissimo, molto classico, come le feste di quando avevamo tredici anni, suonato però in un mondo quasi astratto dove la condizione dei nostri personaggi senza nome è metafora dei momenti della vita in cui stare fermi, immobili, rischia di diventare una forma di difesa dagli urti della vita.
I nostri “Nonostante” sono questi, un avverbio che si fa sostantivo, un popolo di persone che solo quando incontra l’amore prova a opporsi alla sofferenza.

