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03/02/2019, 13:17

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"Così-parlò-De-Crescenzo"-disponibile-su-Amazon-Prime-Video
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 Su Amazon Prime Video il documentario di Antonio Napoli e Serena Corvaglia su Luciano De Crescenzo




Il film-documentario di Antonio Napoli e Serena Corvaglia, prodotto dalla Bunker Hill e ora disponibile su Amazon Prime Video, non è un semplice omaggio ad un uomo straordinario, ma un tentativo di raccontare il suo "mestiere, la vita" attraverso la sua voce e le sue riflessioni, i ricordi e le testimonianze di chi gli vuole bene, di chi lo ha amato, di chi ha lavorato con lui, di chi ci è andato a scuola insieme.


Ingegnere, scrittore, sceneggiatore, attore e regista Luciano De Crescenzo ha pubblicato 43 libri tradotti in 19 lingue e diffusi in 25 paesi per un totale di oltre 20 milioni di copie vendute.


Ha realizzato 4 film come regista, 7 come sceneggiatore, 8 come attore e ha condotto 7 programmi televisivi, ha collaborato con varie testate giornalistiche e nel 1994 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Atene.


Nato a Napoli, Luciano De Crescenzo, dopo aver studiato e lavorato 20 anni come ingegnere alla IBM, ha iniziato la sua carriera come scrittore e divulgatore di successo della filosofia e mitologia greca.


Nella sua vita straordinaria Luciano è stato anche fotografo, sceneggiatore, regista, attore, vignettista, presentatore televisivo. Tra il presente e il passato "Così Parlò De Crescenzo" trasporta lo spettatore lungo un viaggio alla scoperta di un grande uomo contemporaneo, grande compagno di avventure di Renzo Arbore, amico di Federico Fellini, spesso chiacchierato per i suoi flirt con bellissime donne... ma che non ha mai smesso di pensare al suo più grande amore, l’attrice Isabella Rossellini.


Attraverso la sua vita, i suoi libri, i suoi film, Luciano De Crescenzo trasmette con emozione tutta la potenza delle preziose qualità che più lo contraddistinguono: semplicità, ironia e un’infinita gioia di vivere.

 


Così Parlò De Crescenzo

un documentario di Antonio Napoli e Serena Corvaglia

diretto da Antonio Napoli

prodotto da Bunker Hill

produttore associato Paola De Crescenzo


con Renzo Arbore - Isabella Rossellini - Marisa Laurito - Marina Confalone - Bud Spencer - Benedetto Casillo - Renato Scarpa - Lina Wertmuller


"In IBM è molto importante il grado di ogni persona. Io sono diventato al massimo direttore di primo livello, e avevo come segno di riconoscimento, una caraffa per bere l’acqua e due bicchieri.

Il mio capo invece nel suo ufficio, aveva una caraffa e quattro bicchieri.

Il capo del mio capo, che era il direttore di tutto il distretto aveva una caraffa e sei bicchieri. Ogni volta che uno entra in un ufficio in IBM, non guarda mai di fronte, guarda subito a destra per vedere quanti bicchieri ci sono, per sapere con chi ha a che fare.

Ora, siccome io non volevo vivere tutta la vita mia per arrivare a  ’sei bicchieri’, ho preferito andare via"

Luciano De Crescenzo



28/01/2019, 12:18

stangata napoletana,vittorio caprioi,la trastola,treat williams,margaret lee,regina bianchi



STANGATA-NAPOLETANA-di-Vittorio-Caprioli-disponibile-in-visione-gratuita
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 Il film di Caprioli con Treat Williams e Margaret Lee è disponibile in visione gratuita sul canale youtube di Film&Clips



Stangata napoletana, conosciuto anche con il sottotitolo La trastola, è un film del 1983 diretto da Vittorio Caprioli, e scritto dallo stesso attore napoletano con Elvio Porta e Augusto Caminito. Ad interpretare il film, oltre a Regina Bianchi, Ada De Palma, Gigi Reder e Cristina Donadio, attori quali Treat Williams (Hair - C’era una volta in America) e Margaret Lee.


L’ultimo desiderio di Vito Fonseca morendo è quello di essere sepolto nella natia Napoli. E così è. Quando la giovane e bella moglie Fanny arriva a Napoli scopre che il marito aveva un figlio, Ferdinando, una moglie e una villa di cui è unica erede.


È tutto una "trastola", una truffa, e Fanny si trova con 100 milioni di meno. Ma anche lei non è da meno e quando Don Vincenzo Coppola scopre l’inganno, Fanny si intromette nel gioco che vede al centro l’acquisto da parte di un gruppo di Marsiglia di una parte della costiera amalfitana.


E tra inganni e controinganni, truffe e controtruffe, amori veri e amori falsi, la storia ha il suo lieto fine dove era iniziata: in America.

28/01/2019, 11:50

carcerato,mario merola,alfonso brescia,napoli nel cinema,sceneggiata



CARCERATO-di-Alfonso-Brescia-con-Mario-Merola


 Disponibile in visione gratuita sul canale youtube di Film&Clips CARCERATO di Alfonso Brescia con Mario Merola e Regina Bianchi



Carcerato è un film drammatico del 1981, diretto dal regista Alfonso Brescia con Mario Merola, Regina Bianchi, Aldo Giuffrè, Sergio Castellitto, Antonio Allocca e Lucio Montanaro. 


Francesco Improta è un onesto venditore ambulante di frutta che vive insieme all’anziana madre Assunta e alla figlia Fiorella. La moglie Lucia è stata cacciata via di casa due anni prima, in quanto, pur di aiutare economicamente la famiglia, non ha esitato a concedersi carnalmente al boss Giuseppe Peppino Ascalone, con cui è ora costretta a convivere.


Assunta non ha mai capito fino in fondo la decisione del figlio, e il suo decadimento fisico le rende difficile qualsiasi lavoro domestico, sicché Francesco decide di riaccogliere la consorte. Le telefona, ma la comunicazione viene interrotta bruscamente da Peppino, il quale si vede rinfacciare da Lucia lo sdegno per lo stato in cui versa a causa sua. Per tutta risposta Ascalone la schiaffeggia, provocandone la fuga, prima di ricevere la visita di un altro boss, Nicola Esposito, a cui mostra reticenza a voler trattare con lui circa un importante affare.


Per tale motivo, Esposito lo fredda con tre colpi di pistola per poi scappare. Proprio in quel mentre Francesco entra nella villa, soffermandosi sul cadavere della vittima e venendo scoperto dal giardiniere, unica persona presente sulla scena del crimine. Viene quindi ritenuto erroneamente colpevole dell’omicidio di Ascalone e condannato in primo grado a quindici anni per omicidio preterintenzionale.


Rinchiuso nella prigione di Procida, Francesco subisce fin da subito le angherie del brigadiere Scarrafone, capo delle guardie carcerarie, ma al contempo riceve la solidarietà dei suoi compagni di cella, nonché di Pasqualino e Ciccio, due imbranati malviventi del suo quartiere dediti a piccoli furti e truffe. Dopo qualche tempo, Francesco riceve la visita di Assunta, sempre più debilitata: la madre gli rivela le speranze di un’assoluzione in appello, ma gli ricorda altresì che manca poco alla prima comunione di Fiorella, prevista per Pasqua.


Prima di venire arrestato, infatti, Francesco ha promesso alla figlia di cantarle l’Ave Maria. La bambina ovviamente non ha saputo la verità dalla nonna, la quale anzi le ha detto che il padre è partito per un lungo viaggio. Alcuni giorni dopo, Nicola Esposito viene tradotto a Procida. Il boss, rispettato e temuto anche dalle stesse guardie, sa della presunta colpevolezza di Francesco dell’omicidio da lui stesso commesso, e cerca di fare amicizia con lui, ricevendone tuttavia un’accoglienza sdegnata e, a detta dei suoi accoliti, irrispettosa.


Durante la susseguente ora d’aria, Francesco, rimasto da solo in cella, intona a viva voce una canzone dedicata alla madre. La sua performance viene salutata con un’ovazione dagli altri detenuti, ma suscita l’ira di Scarrafone, in quanto cantare in carcere è proibito. Francesco reagisce rifilando uno schiaffo al brigadiere, il quale lo punisce con la reclusione in cella di rigore. Cinque giorni prima di Pasqua, Pasqualino e Ciccio gli riferiscono che Lucia ha provveduto al vestito da cerimonia per Fiorella e che ormai manca poco al solenne evento. Smanioso di volervi essere presente, Francesco protesta vivamente chiedendo di uscire.


Recepita quell’impellente necessità, Esposito decide di sfruttarla per attuare il suo diabolico piano: uccidere Francesco, in modo da lavare l’offesa precedente ed eliminare un elemento scomodo riguardo la morte di Ascalone. Il boss comanda che esca dalla cella, e fingendosi amichevole nei suoi confronti lo convince a fuggire la vigilia di Pasqua, giorno in cui metà delle guardie sarà in ferie mentre le altre dovranno sorvegliare i detenuti durante lo spettacolo teatrale di Pasqualino e Ciccio.


Questi ultimi però sospettano che le intenzioni di Esposito siano ben altre, e difatti riescono a svelare l’ordine dato a Scarrafone di assassinare Francesco durante l’evasione, il tutto in cambio di gioielli appartenenti a Lucia e trafugati da Villa Ascalone dopo l’omicidio. D’accordo con i suoi sodali, Francesco organizza la sua contromossa: a Pasqualino e Ciccio toccherà creare il caos nel teatro, in modo da tenere impegnati i pochi agenti presenti, lui ingannerà Esposito facendolo uscire per primo ed esponendolo così al fuoco delle guardie, e infine un pescatore, amico dei due compari, lo porterà in barca fuori dall’isola.


Il piano viene attuato alla perfezione: Esposito viene spinto da Francesco nell’androne d’ingresso della prigione e finisce crivellato di colpi, in fin di vita. Prima di evadere, tuttavia, il fuggitivo viene riconosciuto da Scarrafone che lo colpisce, ferendolo alla spalla, senza comunque impedirne la fuga. Tornato sulla terraferma, Francesco trova Assunta inferma a letto, raccontandole di essere stato liberato. Salvata la madre appena in tempo e malgrado sia sanguinante, riesce a recarsi in chiesa e a esaudire il desiderio di Fiorella, cantandole l’Ave Maria.


Presente alla cerimonia c’è anche Lucia, impetrando alla Madonna la grazia di poter tornare con la sua famiglia. Riconosciuta la sua buona fede, Francesco decide di perdonare la moglie, e insieme i due riabbracciano la figlia. All’uscita dalla chiesa vi è il commissario di polizia.


Francesco crede di dover tornare in galera, il dirigente invece è giunto per rivelargli la sua innocenza: in punto di morte Esposito ha infatti confessato a Pasqualino e Ciccio di aver ucciso Ascalone. La famiglia Improta può così felicemente ricongiungersi.



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